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<title>Ricerche scolastiche</title><link>http://www.educity.it/marco_gius/</link>
<description>Ricerche scolastiche</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Crisi economica del 2008]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/crisi.jpg" alt="Crisi 2008" />Le ricerche scolastiche su questo tema sono ancora poche ma &egrave; gi&agrave; presente <a href="javascript:void(0);/*1228059057515*/" target="_blank">la relativa pagina su Wikipedia</a>.<br />Sebbene Wikipedia stessa dichiari che la pagina soffre di recentismo ( &egrave; la tendenza dei Wikipediani a modificare le voci senza prendere in considerazione una prospettiva storica di lungo termine ) l'enciclopedia propone&nbsp; una primo analisi delle problematiche sottostanti la crisi.<br />Nel mondo reale studenti e famiglie non sentono un particolare bisogno di conoscere le ragioni di questa grande depressione/crisi ma hanno interesse per le soluzioni e le implicazioni personali che essa comporter&agrave;.<br />Gli studenti delle superiori in particolare, vivono ancora la recessione del 2008 come una preoccupazione dei loro genitori. Essi dovrebbero essere invece aiutati ad individuare le ragioni della crisi e guidati nel processo di riconoscimento ed approfondimento delle occasioni ed opportunit&agrave; che si apriranno durante il processo di superamento ed a fine crisi.<br /><br />&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Capire le tensioni socio/economiche presenti in famiglie e studenti. <br />&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Portare i problemi alla luce del sole della discussione in classe. <br />&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Isolare l'enfasi catastrofica o il cieco ottimismo dei media. <br />&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Collocare le questioni nel susseguirsi degli eventi storico economici. <br />&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Trasformare la tensione in motivazione e speranza. <br /><br />In ogni citt&agrave; o paese esiste una realt&agrave; economico sociale oggi ufficialmente&nbsp; &quot;in crisi&quot; nel mondo degli adulti ed una realt&agrave; &quot;in sospeso&quot; nel mondo dei nostri studenti.<br />E' su questo &quot;sospeso&quot; che lavorano i Professori ed &egrave; particolarmente utile farlo ora, durante un periodo di importanti cambiamenti.<br /><br />Agli adulti riesce spesso difficile immaginare il sistema economico a basso consumo energetico degli anni 30 di questo secolo, e chiamano crisi l'attuale periodo di transizione, per gli alunni&nbsp; &egrave;&nbsp; invece un mondo possibile, verso il quale sono generalmente ben motivati. <br />Per gli studenti delle superiori la crisi del 2008 &egrave;&nbsp; il momento e l'occasione di prepararsi seriamente ad avere un ruolo importante in un sistema economico energeticamente sostenibile...]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=31]]></link>
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	<dc:date>2008-11-30T16:11:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I libri di testo e l'autorità scientifica della Rete]]></title>
	<description><![CDATA[<img width="0" height=" " align="texttop" src="/public/nova.jpg" alt="INSEGNARE E COMUNICARE LA ‘SCIENZA IN AZIONE" /><img align="texttop" src="/public/nova.jpg" alt="" /><br /><br />
<div style="text-align: left;"><font size="2" style="font-family: Tahoma;">Nell'<a href="http://massimianobucchi.nova100.ilsole24ore.com/2008/05/insegnare-e-com.html" target="_blank"> articolo di Massimiano Bucchi</a>, apparso su <span style="font-weight: bold;">n&ograve;va</span> del 22/05/08, si da conto della situazione attuale in cui i classici manuali d'insegnamento sono sempre  la fonte ufficiale delle conoscenze dello studente ma la loro tradizionale autorevolezza si incrina sempre pi&ugrave; spesso di fronte alle risorse testuali, grafiche, audio e video proposte dalla Rete.</font><br /><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;"><span style="font-style: italic;">" il libro di testo nella sua versione tradizionale rischia di restare fortemente spiazzato. La sua funzione di mediazione e stabilizzazione viene messa in discussione da un modello in cui i diversi livelli di comunicazione (specialistica, didattica, pubblica) si intrecciano continuamente in modo non lineare. Una delle sfide centrali &egrave; quella di individuare nuove forme di didattica che rinuncino alla pretesa di porsi come ‘impacchettatori’ di sapere, ma accettino i rischi e le opportunit&agrave; di offrirsi come strumento per quella navigazione a vista nella ‘scienza in azione’ a cui appare ormai destinato ogni studente e cittadino."</span></font><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;"><span style="font-style: italic;"></span></font><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">La produzione di contenuti in Rete ha spesso come protagonisti diretti gli autori, senza mediazioni editoriali. La notoriet&agrave; dell'autore o del contenitore, &egrave; frequentemente slegata da ogni autorevolezza accademica ufficialmente assegnata. Anzi, gli stessi meccanismi di indicizzazione dei siti favoriscono la loro visibilit&agrave; in base a criteri quantitativi (link-ridondanza di termini), piuttosto che qualitativi.</font><br /><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">Il che fare con i contenuti della Rete si &egrave; gi&agrave; trasformato nel cosa fare subito. Non basta conoscere Wikipedia e similari,  relativamente alle voci che cerchiamo di far comprendere ed insegnare,  occorre cominciare a scriverle, rivederle ed integrarle ove lo si ravvisi necessario. </font><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">Da soli,  purtroppo col solo diritto al nome come &egrave; accaduto dall'invenzione della scrittura fino all'introduzione del copyright nel tardo milleottocento. </font><br /><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">Gli editori tradizionali non ci possono aiutare, in quanto necessariamente inchiodati alle logiche della resa per copia, e gli editori italiani presenti attivamente in Rete non hanno ancora elaborato proposte condivise. </font><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">O ci si infila silenziosamente e alla rinfusa nei siti di contenuti testuali ed audio-video pi&ugrave; consultati oppure  occorrerebbe,  tramite iniziative dal basso di associazioni di docenti ed operatori, costruire e popolare aggregatori ordinati  di conoscenze in rete.</font><br /><font size="2" style="font-family: Tahoma;">L'esempio di </font><font size="2" style="font-family: Tahoma;"><a href="http://www.scivee.tv/" target="_blank">Scivee (lo ‘YouTube della scienza’)</a> citato da Bucchi &egrave; uno dei tanti modelli possibili. <br />In ogni caso pare certo che non bastino i manuali cartacei per formare quelle capacit&agrave; critiche e di discernimento tra spazzatura e fonte attendibile indispensabili alla formazione del cittadino in rete. </font><font size="3"><span style="font-family: Arial;"><br /></span></font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=30]]></link>
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	<dc:date>2008-05-29T00:28:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Ricerca il tuo risparmio con i pannelli solari.]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: left;"><a target="_blank" href="http://www.calcolainrete.com/"><img align="texttop" alt="Pannelli Solari: la Guida Pratica" src="/public/pannelli_solari.jpg" /></a></div>
<br />Il sito <a href="http://www.calcolainrete.com" target="_blank">www.calcolainrete.com</a> presenta in tre esaustive schermate i principali calcoli preventivi che si possono fare per decidere sulla convenienza relativa all'installazione di un impianto di pannelli solari. <br /><br />I regolamenti comunitari e nazionali prevedono una somma di agevolazioni per incentivare l'uso dell'energia prodotta con impianti fotovoltaici per cui &egrave; utile e saggio fare i propri conteggi di verifica di convenienza in funzione dei metri quadrati a disposizione per un eventuale impianto solare.<br /><br />Un'altra utile esercitazione preparata e presentata dal Team di Educity che ringraziano tantissimo.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=29]]></link>
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	<dc:date>2008-05-06T21:30:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Calcoli Excel per  professori: valutare e sorteggiare]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: left;"><img align="left" src="/public/excel.jpg" alt="Tabella Excel" style="width: 257px; height: 318px;" />VA&rsquo;LUTA &ndash; Programma di gestione e valutazione delle classi di cui &egrave; autore il  Prof. Giuseppe Ferrero (in pensione, ex ITCG &ldquo;Buniva&rdquo; di Pinerolo &ndash; TO, g_ferrero@alice.it) - &egrave; un programma realizzato in VBA for Excel, che ha lo scopo di permettere la<span style="">  </span>valutazione, secondo un procedimento oggettivo, di una classe di allievi.  Una metodologia collaudata che il Professore ci illustra col file <a href="http://www.educity.it/public/guida_valuta.doc">guida_VALUTA.doc</a> e che ci permette di usare <a href="http://www.educity.it/public/valuta.xls">scaricando il programma qui.<br /></a><br />Altra utilit&agrave; che ci trasmette il Professor Ferrero &egrave; un pratico foglio da stampare e tenere nel registro con numeri casuali generati per le interrogazioni. Superato il sistema dei bigliettini o l'inesatto metodo dei numeri di pagina la soluzione proposta &egrave; veramente pratica, utile ed immediata. L'illustrazione del sistema &egrave; qui al<a href="http://www.educity.it/public/Numeri_casuali.doc"> file allegato Numeri_casuali.doc</a> e il foglio Excel da scaricare per stampare ogni volta che vogliamo una pagina diversa <a href="http://www.educity.it/public/Numeri_casuali.xls">&egrave; qui per essere scaricato</a>.<br /></div>
<span style="font-size: 10pt;"><span style=""></span><span style=""></span></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=25]]></link>
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	<dc:date>2008-04-28T15:59:54+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Geografia notturna]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://www-static.cc.gatech.edu/%7Epesti/night/" target="_blank"><img align="texttop" src="/public/mondo di notte.jpg" alt="Luci dell'abitare" /></a><br /><br />
<div style="text-align: left;">Ricercare e trovare le citt&agrave; d'Europa e del Mondo sulla carta notturna del Pianeta.<br />Un esercizio da fare in aula di Informatica che permette allo studente di percepire immediatamente l'importanza della citt&agrave; e/o della zona urbanizzata. <br />La facile intuizione della correlazione luce/popolazione/sviluppo economico sottolinea da sola l'importanza di eventuali lacune.<br /><br />Cliccando sulla cartina o <a href="http://www-static.cc.gatech.edu/%7Epesti/night/" target="_blank">su questo link</a> potete accedere al sito del Georgia Institute of Technology che mette a disposizione questa risorsa.</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=21]]></link>
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	<dc:date>2008-02-13T16:47:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ricerche sull'energia]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: left;"><img vspace="4" hspace="8" border="0" align="left" src="/public/energia.jpg" alt="Energia " />La storia della<a href="http://www.gses.it/pub/silvi-isree9.php" target="_blank"> transizione dell'Italia all&rsquo;energia solare fossile, cio&egrave; ai combustibili fossili,</a> carbone prima, petrolio e gas poi, quali fonti per la produzione di calore e vapore per alimentare i motori &egrave; essenzialmente storia del millenovecento e tale rester&agrave;.<br />Il nostro paese &egrave; privo di riserve significative di combustibili fossili e <a href="http://www.aspoitalia.net/index.php" target="_blank">nel corso di questo secolo ne finiremo le scorte</a> anche in tutto il pianeta.<br /> Come prima dell' anno 1850, <a href="http://www.scienzagiovane.unibo.it/pannelli/2-energia-solare.html" target="_blank">l'energia solare</a> nelle sue diverse forme, biomassa, solare, idrica, eolica sar&agrave; la &ldquo; forza&rdquo; fondamentale per aiutare il lavoro dell'uomo. <br />E non sar&agrave; molta: il 20%, 30% di quella di oggi ?<br />Alle risorse rinnovabili andr&agrave; aggiunta <a href="http://www.educational.rai.it/corsiformazione/multimediascuola/esperienze/mito_macchina_movimento/ceccano/lemacchine/energianucleare.htm" target="_blank">l'energia nucleare</a> con le sue prospettive e i suoi rischi, per cui noi italiani preferiamo farla produrre &ldquo; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY" target="_blank">Not In My Back Yard</a> &rdquo;,  ma comunque tutte le riserve mondiali di uranio sfruttabili economicamente, basterebbero a far funzionare per intero le nostre economie, ai ritmi di oggi, per soli 10 anni.<br /><br />Le speranze sono nel &ldquo;nuovo&rdquo; che verr&agrave; dalla ricerca scientifica, anche se purtroppo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggenda_metropolitana#Esempi" target="_blank">niente &egrave; gi&agrave; nascosto</a> nei cassetti delle multinazionali dell'energia come molti ingenuamente sperano.<br /><br /><span style="font-style: italic;">Negli ultimi 30 anni abbiamo innovato essenzialmente mettendo un microprocessore in ogni macchina e in ogni casa, nei prossimi 30 anni dobbiamo innovare per </span><a style="font-style: italic;" href="http://www.autorita.energia.it/ee/index.htm" target="_blank">togliere energia</a><span style="font-style: italic;"> dalle macchine e dalle case cercando nel contempo di conservarne il pi&ugrave; possibile </span><a style="font-style: italic;" href="http://www.francescoseveri.it/lavori/MULTIMEDIA/macchine%20termiche/intro.htm" target="_blank">rendimento</a><span style="font-style: italic;"> e funzione.</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=20]]></link>
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	<dc:date>2008-01-01T19:01:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Risorse dai siti delle scuole superiori]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: left;"><a href="http://www.saladocenti.it" target="_blank"><img align="texttop" alt="saladocenti.it" src="/public/salaprof.jpg" /></a><br /><br />I siti Web delle scuole italiane sono  diventati importanti strumenti di conoscenza e lavoro per  professori, studenti e genitori. La mole di materiali presente in rete nelle pagine  delle scuole  &egrave;  ricca e con contenuti, grafica ed accessibilit&agrave; di qualit&agrave; sempre maggiori.<br /> Questo panorama ci &egrave; parso evidente durante il lavoro di verifica dei siti da inserire nella selezione di Educity.it. e ci siamo proposti di darvene conto. Abbiamo  cos&igrave; realizzato un sito che evidenzia la presenza internet delle scuole attraverso un’istantanea continuamente aggiornata. <br />Il sito prende il nome da un luogo di lavoro, ma anche di scambio di esperienze, chiacchiere e discussioni come &egrave; la sala docenti delle scuole. <a href="http://www.saladocenti.it">Saladocenti.it </a>vuole servire da libero punto d’incontro di esperienze documentate nei siti delle scuole per dare la possibilit&agrave; agli insegnanti di allargare lo sguardo in altre scuole e reperire rapidamente risorse utili al loro lavoro di tutti i giorni.<br /><br /><font size="3" style="font-weight: bold;"><a target="_blank" href="http://www.saladocenti.it">saladocenti.it</a></font> PROGRAMMAZIONE, LAVORI DEGLI STUDENTI, MATERIALE DIDATTICO, POF, ESERCIZI E VERIFICHE, LEZIONI A VIDEO, PROGETTAZIONE, MODULI, ORIENTAMENTO, CURIOSITA', SISTEMI DI QUALITA' , DOCUMENTI DAL MONDO DELLA SCUOLA.<br />Abbiamo raccolto, intorno a queste tematiche, un insieme di pagine rappresentative, senza nessuna pretesa di completezza, per far esaminare ai professori il lavoro dei colleghi di altre scuole italiane.<br />Per il criterio di importanza delle voci ci siamo attenuti ai risultati forniti dall'algoritmo di Google con qualche adattamento critico.<br />In saladocenti.it si trova molto lavoro svolto da docenti e  dirigenti, per confrontarci, per condividere, modificare, ricondividere, in un processo di miglioramento continuo. <br />Non solo per copiare ed incollare ma per integrare e adattare alla propria scuola, classi, sensibilit&agrave; professionale. Saladocenti.it  raccoglie materiali e documenti tipo, ci&ograve; che si pone come rappresentativo, per agevolare il lavoro di tutte le componenti scolastiche.</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=19]]></link>
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	<dc:date>2007-11-14T19:45:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Quanto costa frequentare questa scuola ?]]></title>
	<description><![CDATA[<img width="312" height="208" src="/public/diploma.jpg" alt="Costo scuola" /><br /><font size="2"><span style="font-family: Arial;"></span><span style="font-family: Arial;"><br />Alla domanda molti studenti sanno solo rispondere che <span style="font-style: italic;">la scuola &egrave; gratis</span> poi aggiungono <span style="font-style: italic;">la spesa per i libri e un </span></span><span style="font-family: Arial;"><span style="font-style: italic;">centinaio di euro di tasse </span>scolastiche<span style="font-style: italic;">.</span><br /></span><span style="font-family: Arial;">Gli studenti dovrebbero anche sapere che la loro famiglia, se dovesse sostenere tutti i costi della scuola, </span><span style="font-family: Arial;">pagherebbe una <span style="font-weight: bold;">retta annuale di 7.000 - 8.000 euro.</span><br /></span><span style="font-family: Arial;">In base a questa informazione, considerato quanto oggi sono attenti i ragazzi a tutto quello </span><span style="font-family: Arial;">che &egrave; denaro e successo, aumenta la loro percezione dell'importanza della scuola e di conseguenza l'interesse </span><span style="font-family: Arial;">alla partecipazione attiva all'esperienza scolastica.</span><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;">Da dove si ottiene la cifra indicativa che la Repubblica spende in media per ogni studente?</span><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;">I dati, se pur con le dovute approssimazioni (*) si ricavano dal combinato esame di:</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;"><font size="4" style="font-weight: bold; color: rgb(128, 128, 128);">-</font><span style="font-weight: bold;">  </span>Ministero della Pubblica Istruzione <a target="_blank" href="http://www.pubblica.istruzione.it/news/2007/allegati/quaderno_bianco.pdf">Quaderno bianco sulla scuola</a> pagina 37 <br />   [anno 2003 spesa <span style="font-weight: bold;">pro capite 5.710 euro</span>],</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;"><font size="4" style="font-weight: bold;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);">-</span>  </font>dai <a target="_blank" href="http://www.istat.it/lavoro/sistema_istruzione/tavolescolastico.html">numeri</a> comprensivi delle spese di tutta la pubblica amministrazione centrale e periferica </span><span style="font-family: Arial;">forniti <a target="_blank" href="http://www.istat.it/lavoro/sistema_istruzione/tavolescolastico.html">dall' ISTAT</a> [anno 2005 spesa 66.365 milioni di euro diviso 7.714.557 studenti scuola pubblica =<span style="font-weight: bold;"> 8.603 euro pro </span><span style="font-weight: bold;">capite</span> ],</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;"><font size="4" style="font-weight: bold; color: rgb(128, 128, 128);">-  </font>dati del <a target="_blank" href="http://www.educity.it/public/spesa.pdf">rapporto dell'OECD Education at a Glance 2007 </a><br />   [spesa anno 2004 <span style="font-weight: bold;">pro capite 7.741</span> (equivalent USD converted)]</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;"><font size="4" style="font-weight: bold; color: rgb(128, 128, 128);">-</font> dalle pagine del Rapporto dell' INVALSI:<a target="_blank" href="http://archivio.invalsi.it/web-est/aspis/cede.pdf"> La spesa pubblica per istruzione e cultura in Italia:</a> i principali </span><span style="font-family: Arial;">indicatori pagina 33 [anno 1999 spesa pro capite per gli studenti delle superiori <span style="font-weight: bold;">lire 9,868,353</span>]</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /><span style="font-family: Arial;">(*) <font size="1"> dovute alla discordanza temporale dei dati, ai diversi metodi di aggregazione, alla presenza in Italia </font></span><font size="1"><span style="font-family: Arial;">a carico dell'Istruzione dei costi relativi ai ragazzi diversamente abili che in altri sistemi sono a carico  </span><span style="font-family: Arial;">del pi&ugrave; oneroso sistema sanitario integrato.</span><br style="font-family: Arial;" /><br style="font-family: Arial;" /></font></font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=18]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=18</guid>
	<dc:date>2007-10-03T16:58:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chuck Norris e Beppe Grillo ]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" alt="Settembre 2007" src="/public/attenzione.gif" /><font size="2"><span style="font-family: Arial;">Chuck Norris, nella serie televisiva di Walker Texas Ranger, risolve le ingiustizie menando le mani con instancabile determinazione e i nostri studenti ne hanno fatto un loro mito ironico. <br />I curatori del sito <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale">nonciclopedia.wikia.com</a>, il sito delle nonricerche scolastiche, lo hanno nominato Fondatore e l'Amministratore Supremo di <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Paperoga ">Nonciclopedia</a>.<br /><br /><a href="http://www.beppegrillo.it/">Beppe Grillo</a>, nei suoi spettacoli nei teatri e piazze italiane, risolve le pi&ugrave; comuni inefficienze corporative della politica italiana gridando facili soluzioni e i grillini ne hanno fatto  un loro mito neomediatico.<br />Gli autori del suo Blog, <a href="http://it.blogbabel.com/metrics/" target="_blank">il pi&ugrave; frequentato del panorama italiano</a>, lo hanno eletto portabandiera di una svolta neopolitica.<br /><br />Ironia e desiderio di vedere <a href="http://www.riflessioni.it/semplici_curiosi/re_nudo.htm" target="_blank">il re nudo</a> si incrociano nelle pagine Internet pi&ugrave; viste nel settembre 2007. Spam e porno fanno la loro parte riempiendo ogni ora le pagine dei Blog rimasti incustoditi durante l'estate.<br /><br />Educity fortunatamente  &egrave; tornato in piena attivit&agrave; con migliaia di ricerche al giorno.  Buon anno scolastico 2007/2008 a tutti.<br /></span></font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=17]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=17</guid>
	<dc:date>2007-09-29T17:03:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Il bullismo e i reality televisivi]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/fila.jpg" alt="In testa alla fila il camminatore pi&ugrave; lento" /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /> Il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato un sito  	&quot;www.smontailbullo.it&quot; in cui viene data la definizione di bullismo. <br /><br /><span style="font-style: italic;">Cosa &egrave; il bullismo? Il termine italiano bullismo &egrave; la traduzione letterale di&nbsp; bullying, parola che caratterizza il fenomeno delle prepotenze in contesto di gruppo. Il bullismo si configura come un fenomeno dinamico, multidimensionale e relazionale che riguarda non solo l'interazione del prevaricatore con la vittima, che assume atteggiamenti di rassegnazione, ma tutti gli appartenenti allo stesso gruppo con ruoli diversi. Il comportamento del bullo &egrave; un tipo di azione continuativa e persistente che mira deliberatamente a far del male o danneggiare qualcuno in vari modi: direttamente attraverso prepotenze fisiche o verbali, indirettamente invece attraverso una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo, l'isolamento, la diffusione di calunnie e di pettegolezzi e altre modalit&agrave; definite di cyberbullying, ovvero prepotenze fatte attraverso forme elettroniche (messaggi sms o telefonate al cellulare, foto o video clip, email, chat, etc.). Il problema del bullismo non riguarda quindi i singoli, vittime o bulli che siano, ma tutti.</span><br /><br />Le analisi dedicate al problema concordano sostanzialmente sulla fragilit&agrave; educativa della famiglia nucleare moderna dove mamma e pap&agrave; lavorano otto/nove ore al giorno, e ci&ograve; non &egrave; favorevole all&rsquo;educazione del figlio poich&eacute; dopo l&rsquo;impegno scolastico non c&rsquo;&egrave; nessuno in famiglia che possa permettere allo studente di starsene a casa con un controllo e una guida (spesso nonni e zii abitano lontano).<br /> Ancora si rileva come la figura paterna &egrave; spesso assente e carente nel suo ruolo di autorit&agrave; di controllo e confronto rispetto agli eccessi del giovane anche per la sua assenza fisica, come nel caso sempre pi&ugrave; frequente di donne separate. (<a href="http://www.smontailbullo.it/upload/docs/20070507_let_bg.pdf" target="_blank">Prof. Anna Fassi</a>)<br /> Il conseguimento di un titolo di scuola superiore per lo studente &egrave; diventato &quot;normale&quot;, per molti non &egrave; pi&ugrave; un obiettivo fondamentale per la propria elevazione sociale e culturale. E per tanti manca proprio un qualunque obbiettivo in presenza di rassegnazione e sfiducia anche rispetto al raggiungimento di denaro e successo.<br />  Questa &egrave; una breve sintesi di quello su cui generalmente concordano professori e famiglie.<br /><br /> Di mio vorrei aggiungere una osservazione legata all'influenza dei modelli televisivi sul fenomeno bullismo. I riferimento &egrave; quello dei reality televisivi ove intorno ad una <span style="font-style: italic;">classe</span> si costruisce una struttura di nomination ed eliminazioni e il vincitore &egrave; il pi&ugrave; bravo nello svolgere in modo diretto o mascherato <span style="font-style: italic;">un tipo di azione continuativa e persistente che mira deliberatamente a far del male o danneggiare qualcuno in vari modi: direttamente attraverso prepotenze fisiche o verbali, indirettamente invece attraverso una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo, l'isolamento, la diffusione di calunnie e di pettegolezzi</span>.  Giustappunto la definizione ministeriale.<br /><br /> Al mattino nei corridoi e nelle classi sento spesso i ragazzi parlare con affetto di questi <span style="font-style: italic;">parenti che hanno in comune</span> e dopo diversi anni di assidua frequentazione televisiva come stupirsi se ne fanno propri gli schemi relazionali ?  <br /><br />Ogni anno scolastico, quando mi presento agli studenti, mi impegno <span style="font-weight: bold;">con tutto il gruppo classe</span> a traghettarlo nell'anno successivo o verso un esame di Stato di successo. In cambio chiedo impegno e studio ma anche <span style="font-weight: bold;">collaborazione di tutta la squadra verso un obiettivo comune.<br /></span> Faccio l'esempio della camminata in montagna ove il gruppo con pi&ugrave; probabilit&agrave; di successo &egrave; quello che mette in testa alla fila il camminatore pi&ugrave; debole e cerco di impegnare gli studenti alla collaborazione e all'aiuto reciproco.<br /><br /> Anche per questo il bullismo e gli schemi comportamentali dei reality televisivi sono miei nemici.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=16]]></link>
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	<dc:date>2007-05-09T11:56:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Riscaldamento globale ? ]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: left;"><img align="left" alt="Il nostro pianeta" src="/public/World_oilp.gif" /><font size="2"><br /> Una ricerca scolastica interdisciplinare. <br />Questa volta partendo da un film documentario.</font><br /><font size="2">Il documentario del regista Davis Guggenheim: <a href="http://www.uip.it/unascomodaverita/thescience/index.html" target="_blank"> <span class="red" style="font-weight: bold; font-style: italic;">Una scomoda verit&agrave;</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;"> </span><strong style="font-style: italic;">An Inconvenient Truth</strong> </a>offre uno sguardo appassionato sulla lezione multimediale dell'ex  Vice Presidente USA Al Gore e ci mette con chiarezza di fronte alle problematiche legate alla necessit&agrave; di fermare avanzata del riscaldamento globale (</font><font size="2">Global  Warming</font><font size="2">) smascherando i miti e i fraintendimenti che la circondano.</font><br /><br /><font size="2">&quot; <span style="font-style: italic;">Il diossido di carbonio ed altri gas riscaldano la superficie del pianeta naturalmente trattenendo il calore solare nell'atmosfera. Questa e' una buona cosa perch&egrave; rende il nostro pianeta abitabile. Purtroppo per&ograve;, bruciando combustibili fossili come carbone, gas e petrolio e distruggendo le foreste abbiamo incrementato drammaticamente la quantit&agrave; di diossido di carbonio nell'atmosfera terrestre e le temperature stanno salendo. </span></font> </div>
<p style="text-align: left;"><font size="2" style="font-style: italic;">La maggioranza degli scienziati concorda sul reale riscaldamento del globo, &egrave; gi&agrave; successo ed &egrave; il risultato delle nostre attivit&agrave; e non un fatto naturale. La prova e' schiacciante e innegabile. Stiamo gia' vedendo i cambiamenti. I ghiacciai si stanno sciogliendo, le piante e gli animali sono forzati nei propri habitat e il numero di uragani e siccit&agrave; sta aumentando. </font><font size="2" style="font-style: italic;">(Al Gore)</font><font size="2"><span style="font-style: italic;">&quot;</span>.<br /></font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="text-align: left;"><font size="2">Questo &egrave; il tema, affrontato con chiarezza e in modo coinvolgente anche per i nostri studenti, benche' il documentario sia in parte localizzato per il pubblico statunitense. <br /></font></p>
<p style="text-align: left;"><font size="2">Il film &egrave; anche l'occasione per affrontare il tema della necessaria riconversione del nostro approccio all'uso dell'energia per fare durare di pi&ugrave; le esigue scorte di petrolio del nostro Pianeta. Se <a href="http://www.energybulletin.net/primer.php" target="_blank">i consumi energetici </a>continuassero ai ritmi odierni i figli dei nostri alunni avrebbero solo energia solare, energia eolica, energia idrica, l'etanolo e le piante secche. Nella migliore delle ipotesi il 60% in meno dell'energia a disposizione oggi. <br /><br />Un breve filmato che riassume le tematiche del <span style="font-style: italic;">&quot;Global Warming&quot;</span> &egrave; stato realizzato anche dalla fondazione di Leonardo di Caprio ed &egrave; visibile in rete <a href="http://www.leonardodicaprio.org/whatsimportant/globalwarming_movie01.htm" target="_blank">seguendo questo link</a>. <br />Un link curioso che testimonia come anche le grandi societ&agrave; ritengano utile alla loro immagine  la nuova cultura del recupero dell'energia meccanica prodotta in natura visibile in rete <a target="_blank" href="http://www.flixxy.com/piezo-effect.htm">seguendo questo link</a>.</font></p>
<p style="text-align: left;"><font size="2">Anche il mondo dello </font><font size="2">showbusiness si &egrave; accorto dell'interesse dei giovani per le tematiche dei mutamenti climatici e dell' energia pulita ed ha organizzato per il 7/7/07  &quot; <a target="_blank" href="http://www.liveearth.org/">Live Earth</a> &quot; una </font><font size="-1"> manifestazione musicale mondiale che si svolger&agrave; a New York  Londra  Johannesburg  Rio de Janerio Shanghai  Tokyo  Amburgo e Istanbul.<b><br /></b></font><br /><font size="2">Quando si affrontano temi che sono in grado di stimolare nel soggetto la ricerca in chiave di attualit&agrave; pluridiscipinare, si attivano anche i circoli virtuosi della motivazione verso l'acquisizione delle competenze che costituiscono l'asse di ogni processo che voglia veramente innovare il nostro modo di insegnare e di apprendere.</font><br /></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<div style="text-align: left;"><br /></div>
<p><br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=15]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=15</guid>
	<dc:date>2007-04-12T18:38:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il  " Grande Fratello "  a scuola]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" src="/public/fratello.gif" alt="Codice protezione dati personali" />La nuova prescrizione del Garante della Privacy per i datori di lavoro privati e pubblici, emanata ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c) del  <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Normativa%2FItaliana%2FIl+Codice+in+materia+di+protezione+dei+dati+personali">CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI</a> dl. 30 giugno 2003, n. 196 stabilisce che i datori di lavoro pubblici non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. <br /><br />Nel caso delle scuole pubbliche spetta al dirigente definire le modalit&agrave; d'uso di tali strumenti, tenendo conto dei diritti dei docenti e della disciplina in tema di relazioni sindacali.  <br /><br />Gli ambiti principali investiti dalla <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522">prescrizione del Garante</a> sono due: l'uso delle e-mail e la navigazione in Internet.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">L'uso delle e-mail</span> dovr&agrave; essere regolamentato dai dirigenti secondo tre modalit&agrave; principali nel rispetto delle disposizioni a tutela della privacy del docente e dei terzi:<br /><br />  - la lettura e scrittura della posta elettronica personale del docente per i suoi indirizzi e-mail privati; <br />- la lettura e scrittura della posta elettronica per il suoi indirizzi e-mail relativi alla posta ufficiale del Ministero dell'Istruzione o del sito della scuola; <br />- la lettura e scrittura della posta elettronica con la quale il docente comunica con alunni e famiglie.    <br /><br /><span style="font-weight: bold;">La regolamentazione della navigazione in Internet</span> da parte dei docenti presenta pi&ugrave; difficolt&agrave; per tutta una serie di particolarit&agrave; che debbono essere considerate in aggiunta a quanto stabilito dal Garante per la generalit&agrave; dei datori di lavoro pubblici.  <br /><br />Il dirigente scolastico, <span style="font-weight: bold;">se si dovesse comportare come quello di un normale ente pubblico,</span> dovrebbe innanzitutto predisporre idonee misure di sicurezza per assicurare la disponibilit&agrave; e l'integrit&agrave; di sistemi informativi e di dati, anche per prevenire utilizzi indebiti che possono essere fonte di responsabilit&agrave; (artt. 15, 31 ss., 167 e 169 del Codice) e non potrebbe in ogni caso far eseguire la riproduzione e l'eventuale memorizzazione sistematica delle pagine web visualizzate dai dipendenti in servizio. Dovrebbe poi procedere all'individuazione di categorie di siti considerati correlati o non col lavoro dei dipendenti o far configurare sistemi o filtri che prevengano l'accesso a determinati siti e il tutto trattando i dati in forma anonima o tale da precludere l'immediata identificazione dei soggetti che accedono alla rete Internet e stendere infine il relativo disciplinare interno.<br /><br />Ma il dirigente scolastico ha a che fare con una scuola e quindi il suo compito &egrave; solo quello di assicurare la gestione unitaria dell'Istituzione scolastica e la direzione,     coordinamento e valorizzazione delle risorse, e non ha a che fare con la sindacabilit&agrave; dei contenuti e lo specifico del contenuto del lavoro docente. <br /><br />Per questo, risulta immediata la <span style="font-weight: bold;">necessit&agrave; di adattare la prescrizione del Garante</span> alla particolarit&agrave; di un agenzia educativa pubblica in quanto la scuola &egrave; una formazione sociale nella quale va assicurata la tutela dei diritti, delle libert&agrave; fondamentali e della dignit&agrave; degli interessati garantendo che, in una cornice di reciproci diritti e doveri, sia assicurata l'esplicazione della personalit&agrave; dei docenti e degli studenti con una ragionevole protezione della sfera di riservatezza nelle relazioni personali e professionali (artt. 2 e 41, secondo comma, Cost.; art. 2087 cod. civ.; cfr. altres&igrave; l'art. 2, comma 5, Codice dell'amministrazione digitale d.lg. 7 marzo 2005, n. 82), e di regola<span style="font-weight: bold;"> la libert&agrave; di insegnamento</span> (art. 33, Cost.) <span style="font-weight: bold;">preclude </span>radicalmente <span style="font-weight: bold;">la possibilit&agrave; per il dirigente scolastico di individuare o escludere siti Web alla navigazione da parte dei professori.   </span><br /><br />Cos&igrave; come, entro gli obiettivi definiti dalle leggi e dal POF, &egrave; libera per i docenti la scelta dei libri di testo o dei materiali didattici da impiegare in classe cos&igrave; &egrave; in generale libera la scelta dei siti Web da far consultare ed in generale utilizzare dagli studenti.  <br /><br />La funzione docente, fondata sulla libert&agrave; di insegnamento, intesa come libert&agrave; della funzione a tutela di un inderogabile interesse pubblico non tollera invadenze nei confronti della ricerca e nell'analisi dei materiali mediatici sia che essi siano reperiti  in libreria, in biblioteca o con ricerche in Internet.<br /><br />  La tematica &egrave; resa ancora pi&ugrave; complessa dalla considerazione della navigazione e delle ricerche in Internet da parte degli studenti. <span style="font-weight: bold;">Visitare un sito a scuola da parte dei soggetti minorenni equivale alla consultazione di materiali didattici o fotocopie messe a disposizione dall'insegnante. </span><br /><span style="font-style: italic;">Formalmente non &egrave; lo studente che visita il sito ma &egrave; il professore che guida il mouse dello studente sulle pagine Web e ne &egrave; responsabile.<br /></span> Per questa ragione quando il dirigente volesse  registrare in modo generalizzato la navigazione Internet degli studenti in realt&agrave; effettuerebbe una illecita registrazione delle attivit&agrave; dei docenti.  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Le soluzioni</span> alla regolamentazione della navigazione in Internet da parte dei docenti e di conseguenza degli alunni, tenuto conto della particolarit&agrave; del sistema scolastico pubblico,  v<span style="font-weight: bold;">anno discusse all'interno del Collegio Docenti </span>e rapidamente implementate secondo le indicazioni del Garante e le specifiche caratteristiche della funzione docente.  <br /><br />Un' ultima considerazione circa la funzione che svolge un motore di ricerca chiuso come EDUCITY.IT come parte delle possibili soluzioni. Nell'ambito della libert&agrave; di scelta dei docenti che partecipano alla selezione dei contenuti, EDUCITY.IT consente a professori e studenti di fare ricerche in Internet in uno spazio sicuro e referenziato. Si pu&ograve; usarlo o meno senza limiti di accesso o configurazioni particolari in ogni scuola italiana, &egrave; gi&agrave; filtrato, &egrave; in costante crescita e gli aggiornamenti sono subito disponibili per tutti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=14]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=14</guid>
	<dc:date>2007-03-07T14:41:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La pubblicita' a scuola e Internet]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><br /><img width="117" height="187" align="left" alt="Pubblicit&agrave; a scuola" src="/public/tomato.gif" style="width: 93px; height: 160px;" /><br /><br />L'autonomia di cui godono oggi le scuole pubbliche consente di ipotizzare contratti tra le scuole e gli inserzionisti per la vendita di spazi pubblicitari all'interno degli istituti.<br />Nel 2006 la pubblicit&agrave; all'interno degli spazi scolastici &egrave; stata oggetto di proposte e relative critiche a Genova e nella Regione Veneto. <br /> I dirigenti scolastici che si sono mossi in questa direzione rilevano l'utilit&agrave; per le casse scolastiche di entrate periodiche a fronte di pubblicit&agrave;. Le reazioni di genitori ed alunni non si sono comunque fatte attendere e per lo pi&ugrave; &egrave; prevalso un senso di indignazione. Comunque il dibattito &egrave; aperto e questo &egrave; quello che conta.<br /><br />  Ben diverso &egrave; il problema della pubblicit&agrave; a scuola quando non &egrave; gestita o peggio viene fatta sotto gli occhi di dirigenti e professori senza che la scuola abbia stipulato alcun contratto in merito.<br /><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">  Due situazioni in particolare.</span><br /><br /> La prima riguarda gli innumerevoli distributori di bevande e merendine collocati nelle scuole della penisola su cui compaiono a tutta parete o in modo pi&ugrave; mascherato i loghi pubblicitari delle bibite, degli snack o altro.<br /> Quale &egrave; il valore che l'inserzionista pubblicitario riceve gratuitamente dalla scuola dato che i suddetti distributori trasformati di fatto in cartelloni pubblicitari sono solitamente collocati proprio nei luoghi ove stazionano negli intervalli centinaia di studenti? Target mirato, consumatori giovani che spenderanno ancora per moltissimi anni, ambiente senza altra pubblicit&agrave; concorrente... Quale responsabilit&agrave; per i dirigenti che non fanno rimuovere o in alternativa non contrattualizzano tali pubblicit&agrave; ?<br /><br />  La seconda situazione riguarda la navigazione in Internet degli studenti.<br /><br /> Sappiamo tutti come i siti Web stiano diventando ogni giorno sempre pi&ugrave; gli strumenti migliori per le campagne pubblicitarie e, nel mondo futuro dei nostri allievi, pare saranno &quot;il&quot; luogo per eccellenza della pubblicit&agrave;. Quando uno studente visita un sito, e il discorso intendiamoci vale anche per molti siti sicuri e seri selezionati per le pagine di Educity, riceve decine e decine di messaggi pubblicitari. Quando lo fa a scuola &egrave; la scuola o meglio il professore che formalmente gli presenta i contenuti di pagina e quindi anche la pubblicit&agrave;, non la rete Internet badate bene.<br /> Visitare un sito a scuola equivale alla consultazione di materiali didattici o fotocopie messe a disposizione dall'insegnante. Rientra, sia detto per inciso, nella sua autonomia didattica non sindacabile dai Dirigenti e per converso nella sua responsabilit&agrave;.<br /><br />Se la pubblicita' compare su riviste, fotocopie o giornali usati in classe dall'insegnante, la sua presenza &egrave; marginale direi quasi casuale. Sul Web &egrave; molto diverso: l'inserzionista pubblicitario in Internet spesso  sa che la pagina Web &egrave; chiesta da un indirizzo corrispondente ad una scuola ed invia pubblicit&agrave; specifica per i nostri alunni, fa preparare pagine per studenti con pubblicit&agrave; mirata e inserita nel contesto di pagina in modo tale da non poter essere ignorata, &egrave; lui che spesso paga i creatori dei contenuti per arrivare ai giovani consumatori di oggi e domani.<br /><br />La pubblicit&agrave; dedicata agli studenti, sui siti che si consultano all'interno delle scuole, &egrave; un problema di cui cominciare a tener conto.<br />Nella scuola Pubblica non possiamo ignorare, sia nel caso dei distributori automatici come per la navigazione internet, i conflitti di interessi pubblici e privati sulla formazione dei futuri consumatori.  <br /><br />
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><i>&ldquo;I bambini, e soprattutto gli adolescenti, sono spesso un obiettivo difficile per gli inserzionisti&rdquo;</i>, constata Gary Ruskin, direttore di <i>Commercial Alert</i>. <i>&ldquo;Per questo, i venditori di prodotti vanno l&agrave; dove si trovano i ragazzi, l&agrave; dove sono costretti a stare: a scuola&rdquo;</i></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=9]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=9</guid>
	<dc:date>2007-02-09T15:46:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ricerche in Internet]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/esempio.jpg" alt="" />  <br /><br /><br />Usare un motore di ricerca per trovare informazioni utili &egrave; talvolta faticoso. Con EDUCITY diventa tutto pi&ugrave; semplice e veloce.<br /><br />Grazie a Google, EDUCITY cerca solo in una biblioteca di siti (link) selezionati dagli insegnanti, esattamente come accade per i libri di testo.<br /><br />Incompetenza, eccessi pubblicitari, spazzatura, sono eliminati in partenza. Basta digitare le parole chiave e Google Co-Op cerca le corrispondenze all'interno della selezione.<br /><br />E' uno straordinario passo avanti, in un settore nel quale fino a ieri eravamo impotenti o quasi.<br /><br />Naturalmente i siti monitorati da EDUCITY sono in continuo aggiornamento. Eventuali mancanze saranno perci&ograve; risolte nel tempo anche grazie alla collaborazione del Team di Educity. Sulla prima pagina c'&egrave; un link per segnalare siti utili<br /><br />EDUCITY &egrave; lo strumento di lavoro ideale per studenti e insegnanti. Gli studenti hanno finalmente un vasto portafoglio di siti sicuri da sfruttare per le loro ricerche, mentre gli insegnanti possono indirizzarli con facilita  all'interno di questo universo ed hanno finalmente la possibilit&agrave;  di consigliare, senza sorprese, un sito di ricerche in Internet per i compiti a casa. Tutto il resto rimane fuori.<br /><br />Che cosa ne pensi? In questo blog puoi commentare, suggerire, criticare. Grazie per l'attenzione.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=2]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=2</guid>
	<dc:date>2007-01-15T21:44:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Information Overload]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: center;">
<div style="text-align: left;"><font size="3"><span style="font-family: Arial; font-style: italic;">“Siamo sommersi dall’informazione, ma siamo affamati di conoscenza”</span> </font><font size="1">(Naisbitt)</font>  <br /></div>
<br /></div>
<font size="2"></font>
<div style="text-align: left;"><font size="2">(estratto da un articolo di Corrado Petrucco. Professore presso Scienze della Formazione,  Universit&agrave; di Padova.</font><font size="2">)</font><br /><font size="2"> <a href="http://cidoc.iuav.it/~conrad/sewcom/metodo1.htm"> Leggi per intero </a></font><br /></div>
<br />Pi&ugrave; passa il tempo, pi&ugrave; cresce la mole di informazione disponibile in Internet tanto che ci si prefigura una crisi generalizzata dal nome molto significativo di information overload. Questa sindrome pu&ograve; avere effetti non solo di tipo cognitivo ma anche prettamente fisico: stati d’ansia e stress. Neanche i bambini e i ragazzi, che sono comunemente considerati psicologicamente molto pi&ugrave; ricettivi degli adulti alle nuove applicazioni della tecnologia, ne sono immuni, anzi, pi&ugrave; sono piccoli pi&ugrave; l’impatto con il flusso informativo delle nuove tecnologie genera disagio e frustrazione. Da una recente indagine italiana risulta che l’attivit&agrave; pi&ugrave; frequente che i docenti svolgono assieme agli studenti quando utilizzano Internet a scuola sia proprio la ricerca di informazioni, mentre da un monitoraggio effettuato nel 2000 sui docenti del Progetto 1B viene riportato che la ricerca di materiali in Internet &egrave; fra le preferite (45% del tempo). <br />Ma nonostante un generale riconoscimento dell’importanza di questi temi, (molti piani di offerta formativa, POF, di vari istituti scolastici cominciano ad includere azioni educative in questo senso) sorprendentemente ci sono stati sinora pochissime ricerche e studi specifici a livello nazionale ed internazionale, sulle abilit&agrave; di ricerca dell’informazione in Internet, soprattutto per quanto riguarda gli studenti pi&ugrave; giovani.<br />Da questi studi preliminari sembra necessario gi&agrave; nella prime classi della scuola, aiutare a costruire quelle abilit&agrave; di ricerca in rete che permetteranno agli studenti di selezionare informazioni e di strutturarle in aggregati significativi di conoscenza, ampliando in questo senso una visione costruttivistica, che vede gli studenti proprio come soggetti attivi nella creazione e la condivisione di nuova conoscenza.<br /><br />Gli anglosassoni hanno da tempo coniato un termine per definire quell’insieme di abilit&agrave; richieste dall’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione: <span style="font-weight: bold;">l’information literacy.</span> Sono in sostanza quelle capacit&agrave; che permettono di riconoscere quando &egrave; necessaria una certa informazione e che mettono in grado la persona di sapere dove e come cercarla, di valutarla e di utilizzarla efficacemente...<br /><br /><a href="http://cidoc.iuav.it/~conrad/pubblicazioni/Laboratorio%20di%20ricerca%20delle%20informazioni%20in%20Internet.pdf">Sempre Corrado Petrucco in materia di Ricerche in Internet.</a> </div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=5]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.educity.it/marco_gius/articolo.asp?articolo=5</guid>
	<dc:date>2006-10-04T20:55:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>