Le pagine del Blog di EDUCITY

Nell' articolo di Massimiano Bucchi, apparso su nòva del 22/05/08, si da conto della situazione attuale in cui i classici manuali d'insegnamento sono sempre la fonte ufficiale delle conoscenze dello studente ma la loro tradizionale autorevolezza si incrina sempre più spesso di fronte alle risorse testuali, grafiche, audio e video proposte dalla Rete." il libro di testo nella sua versione tradizionale rischia di restare fortemente spiazzato. La sua funzione di mediazione e stabilizzazione viene messa in discussione da un modello in cui i diversi livelli di comunicazione (specialistica, didattica, pubblica) si intrecciano continuamente in modo non lineare. Una delle sfide centrali è quella di individuare nuove forme di didattica che rinuncino alla pretesa di porsi come ‘impacchettatori’ di sapere, ma accettino i rischi e le opportunità di offrirsi come strumento per quella navigazione a vista nella ‘scienza in azione’ a cui appare ormai destinato ogni studente e cittadino."La produzione di contenuti in Rete ha spesso come protagonisti diretti gli autori, senza mediazioni editoriali. La notorietà dell'autore o del contenitore, è frequentemente slegata da ogni autorevolezza accademica ufficialmente assegnata. Anzi, gli stessi meccanismi di indicizzazione dei siti favoriscono la loro visibilità in base a criteri quantitativi (link-ridondanza di termini), piuttosto che qualitativi.Il che fare con i contenuti della Rete si è già trasformato nel cosa fare subito. Non basta conoscere Wikipedia e similari, relativamente alle voci che cerchiamo di far comprendere ed insegnare, occorre cominciare a scriverle, rivederle ed integrarle ove lo si ravvisi necessario. Da soli, purtroppo col solo diritto al nome come è accaduto dall'invenzione della scrittura fino all'introduzione del copyright nel tardo milleottocento. Gli editori tradizionali non ci possono aiutare, in quanto necessariamente inchiodati alle logiche della resa per copia, e gli editori italiani presenti attivamente in Rete non hanno ancora elaborato proposte condivise. O ci si infila silenziosamente e alla rinfusa nei siti di contenuti testuali ed audio-video più consultati oppure occorrerebbe, tramite iniziative dal basso di associazioni di docenti ed operatori, costruire e popolare aggregatori ordinati di conoscenze in rete.L'esempio di Scivee (lo ‘YouTube della scienza’) citato da Bucchi è uno dei tanti modelli possibili. In ogni caso pare certo che non bastino i manuali cartacei per formare quelle capacità critiche e di discernimento tra spazzatura e fonte attendibile indispensabili alla formazione del cittadino in rete.
Il sito www.calcolainrete.com presenta in tre esaustive schermate i principali calcoli preventivi che si possono fare per decidere sulla convenienza relativa all'installazione di un impianto di pannelli solari. I regolamenti comunitari e nazionali prevedono una somma di agevolazioni per incentivare l'uso dell'energia prodotta con impianti fotovoltaici per cui è utile e saggio fare i propri conteggi di verifica di convenienza in funzione dei metri quadrati a disposizione per un eventuale impianto solare. Un'altra utile esercitazione preparata e presentata dal Team di Educity che ringraziano tantissimo.
 VA’LUTA – Programma di gestione e valutazione delle classi di cui è autore il Prof. Giuseppe Ferrero (in pensione, ex ITCG “Buniva” di Pinerolo – TO, g_ferrero@alice.it) - è un programma realizzato in VBA for Excel, che ha lo scopo di permettere la valutazione, secondo un procedimento oggettivo, di una classe di allievi. Una metodologia collaudata che il Professore ci illustra col file guida_VALUTA.doc e che ci permette di usare scaricando il programma qui.
Altra utilità che ci trasmette il Professor Ferrero è un pratico foglio da stampare e tenere nel registro con numeri casuali generati per le interrogazioni. Superato il sistema dei bigliettini o l'inesatto metodo dei numeri di pagina la soluzione proposta è veramente pratica, utile ed immediata. L'illustrazione del sistema è qui al file allegato Numeri_casuali.doc e il foglio Excel da scaricare per stampare ogni volta che vogliamo una pagina diversa è qui per essere scaricato.
Ricercare e trovare le città d'Europa e del Mondo sulla carta notturna del Pianeta. Un esercizio da fare in aula di Informatica che permette allo studente di percepire immediatamente l'importanza della città e/o della zona urbanizzata. La facile intuizione della correlazione luce/popolazione/sviluppo economico sottolinea da sola l'importanza di eventuali lacune. Cliccando sulla cartina o su questo link potete accedere al sito del Georgia Institute of Technology che mette a disposizione questa risorsa.
 La storia della transizione dell'Italia all’energia solare fossile, cioè ai combustibili fossili, carbone prima, petrolio e gas poi, quali fonti per la produzione di calore e vapore per alimentare i motori è essenzialmente storia del millenovecento e tale resterà. Il nostro paese è privo di riserve significative di combustibili fossili e nel corso di questo secolo ne finiremo le scorte anche in tutto il pianeta. Come prima dell' anno 1850, l'energia solare nelle sue diverse forme, biomassa, solare, idrica, eolica sarà la “ forza” fondamentale per aiutare il lavoro dell'uomo. E non sarà molta: il 20%, 30% di quella di oggi ? Alle risorse rinnovabili andrà aggiunta l'energia nucleare con le sue prospettive e i suoi rischi, per cui noi italiani preferiamo farla produrre “ Not In My Back Yard ”, ma comunque tutte le riserve mondiali di uranio sfruttabili economicamente, basterebbero a far funzionare per intero le nostre economie, ai ritmi di oggi, per soli 10 anni. Le speranze sono nel “nuovo” che verrà dalla ricerca scientifica, anche se purtroppo niente è già nascosto nei cassetti delle multinazionali dell'energia come molti ingenuamente sperano. Negli ultimi 30 anni abbiamo innovato essenzialmente mettendo un microprocessore in ogni macchina e in ogni casa, nei prossimi 30 anni dobbiamo innovare per togliere energia dalle macchine e dalle case cercando nel contempo di conservarne il più possibile rendimento e funzione.
 I siti Web delle scuole italiane sono diventati importanti strumenti di conoscenza e lavoro per professori, studenti e genitori. La mole di materiali presente in rete nelle pagine delle scuole è ricca e con contenuti, grafica ed accessibilità di qualità sempre maggiori. Questo panorama ci è parso evidente durante il lavoro di verifica dei siti da inserire nella selezione di Educity.it. e ci siamo proposti di darvene conto. Abbiamo così realizzato un sito che evidenzia la presenza internet delle scuole attraverso un’istantanea continuamente aggiornata. Il sito prende il nome da un luogo di lavoro, ma anche di scambio di esperienze, chiacchiere e discussioni come è la sala docenti delle scuole. Saladocenti.it vuole servire da libero punto d’incontro di esperienze documentate nei siti delle scuole per dare la possibilità agli insegnanti di allargare lo sguardo in altre scuole e reperire rapidamente risorse utili al loro lavoro di tutti i giorni. saladocenti.it PROGRAMMAZIONE, LAVORI DEGLI STUDENTI, MATERIALE DIDATTICO, POF, ESERCIZI E VERIFICHE, LEZIONI A VIDEO, PROGETTAZIONE, MODULI, ORIENTAMENTO, CURIOSITA', SISTEMI DI QUALITA' , DOCUMENTI DAL MONDO DELLA SCUOLA. Abbiamo raccolto, intorno a queste tematiche, un insieme di pagine rappresentative, senza nessuna pretesa di completezza, per far esaminare ai professori il lavoro dei colleghi di altre scuole italiane. Per il criterio di importanza delle voci ci siamo attenuti ai risultati forniti dall'algoritmo di Google con qualche adattamento critico. In saladocenti.it si trova molto lavoro svolto da docenti e dirigenti, per confrontarci, per condividere, modificare, ricondividere, in un processo di miglioramento continuo. Non solo per copiare ed incollare ma per integrare e adattare alla propria scuola, classi, sensibilità professionale. Saladocenti.it raccoglie materiali e documenti tipo, ciò che si pone come rappresentativo, per agevolare il lavoro di tutte le componenti scolastiche.
 Alla domanda molti studenti sanno solo rispondere che la scuola è gratis poi aggiungono la spesa per i libri e un centinaio di euro di tasse scolastiche. Gli studenti dovrebbero anche sapere che la loro famiglia, se dovesse sostenere tutti i costi della scuola, pagherebbe una retta annuale di 7.000 - 8.000 euro. In base a questa informazione, considerato quanto oggi sono attenti i ragazzi a tutto quello che è denaro e successo, aumenta la loro percezione dell'importanza della scuola e di conseguenza l'interesse alla partecipazione attiva all'esperienza scolastica. Da dove si ottiene la cifra indicativa che la Repubblica spende in media per ogni studente? I dati, se pur con le dovute approssimazioni (*) si ricavano dal combinato esame di:
- Ministero della Pubblica Istruzione Quaderno bianco sulla scuola pagina 37 [anno 2003 spesa pro capite 5.710 euro],
- dai numeri comprensivi delle spese di tutta la pubblica amministrazione centrale e periferica forniti dall' ISTAT [anno 2005 spesa 66.365 milioni di euro diviso 7.714.557 studenti scuola pubblica = 8.603 euro pro capite ],
- dati del rapporto dell'OECD Education at a Glance 2007 [spesa anno 2004 pro capite 7.741 (equivalent USD converted)]
- dalle pagine del Rapporto dell' INVALSI: La spesa pubblica per istruzione e cultura in Italia: i principali indicatori pagina 33 [anno 1999 spesa pro capite per gli studenti delle superiori lire 9,868,353]
(*) dovute alla discordanza temporale dei dati, ai diversi metodi di aggregazione, alla presenza in Italia a carico dell'Istruzione dei costi relativi ai ragazzi diversamente abili che in altri sistemi sono a carico del più oneroso sistema sanitario integrato.
Chuck Norris, nella serie televisiva di Walker Texas Ranger, risolve le ingiustizie menando le mani con instancabile determinazione e i nostri studenti ne hanno fatto un loro mito ironico. I curatori del sito nonciclopedia.wikia.com, il sito delle nonricerche scolastiche, lo hanno nominato Fondatore e l'Amministratore Supremo di Nonciclopedia.
Beppe Grillo, nei suoi spettacoli nei teatri e piazze italiane, risolve le più comuni inefficienze corporative della politica italiana gridando facili soluzioni e i grillini ne hanno fatto un loro mito neomediatico. Gli autori del suo Blog, il più frequentato del panorama italiano, lo hanno eletto portabandiera di una svolta neopolitica.
Ironia e desiderio di vedere il re nudo si incrociano nelle pagine Internet più viste nel settembre 2007. Spam e porno fanno la loro parte riempiendo ogni ora le pagine dei Blog rimasti incustoditi durante l'estate.
Educity fortunatamente è tornato in piena attività con migliaia di ricerche al giorno. Buon anno scolastico 2007/2008 a tutti.
 Il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato un sito "www.smontailbullo.it" in cui viene data la definizione di bullismo. Cosa è il bullismo? Il termine italiano bullismo è la traduzione letterale di bullying, parola che caratterizza il fenomeno delle prepotenze in contesto di gruppo. Il bullismo si configura come un fenomeno dinamico, multidimensionale e relazionale che riguarda non solo l'interazione del prevaricatore con la vittima, che assume atteggiamenti di rassegnazione, ma tutti gli appartenenti allo stesso gruppo con ruoli diversi. Il comportamento del bullo è un tipo di azione continuativa e persistente che mira deliberatamente a far del male o danneggiare qualcuno in vari modi: direttamente attraverso prepotenze fisiche o verbali, indirettamente invece attraverso una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo, l'isolamento, la diffusione di calunnie e di pettegolezzi e altre modalità definite di cyberbullying, ovvero prepotenze fatte attraverso forme elettroniche (messaggi sms o telefonate al cellulare, foto o video clip, email, chat, etc.). Il problema del bullismo non riguarda quindi i singoli, vittime o bulli che siano, ma tutti.Le analisi dedicate al problema concordano sostanzialmente sulla fragilità educativa della famiglia nucleare moderna dove mamma e papà lavorano otto/nove ore al giorno, e ciò non è favorevole all’educazione del figlio poiché dopo l’impegno scolastico non c’è nessuno in famiglia che possa permettere allo studente di starsene a casa con un controllo e una guida (spesso nonni e zii abitano lontano). Ancora si rileva come la figura paterna è spesso assente e carente nel suo ruolo di autorità di controllo e confronto rispetto agli eccessi del giovane anche per la sua assenza fisica, come nel caso sempre più frequente di donne separate. ( Prof. Anna Fassi) Il conseguimento di un titolo di scuola superiore per lo studente è diventato "normale", per molti non è più un obiettivo fondamentale per la propria elevazione sociale e culturale. E per tanti manca proprio un qualunque obbiettivo in presenza di rassegnazione e sfiducia anche rispetto al raggiungimento di denaro e successo. Questa è una breve sintesi di quello su cui generalmente concordano professori e famiglie. Di mio vorrei aggiungere una osservazione legata all'influenza dei modelli televisivi sul fenomeno bullismo. I riferimento è quello dei reality televisivi ove intorno ad una classe si costruisce una struttura di nomination ed eliminazioni e il vincitore è il più bravo nello svolgere in modo diretto o mascherato un tipo di azione continuativa e persistente che mira deliberatamente a far del male o danneggiare qualcuno in vari modi: direttamente attraverso prepotenze fisiche o verbali, indirettamente invece attraverso una serie di dicerie sul conto della vittima, l'esclusione dal gruppo, l'isolamento, la diffusione di calunnie e di pettegolezzi. Giustappunto la definizione ministeriale. Al mattino nei corridoi e nelle classi sento spesso i ragazzi parlare con affetto di questi parenti che hanno in comune e dopo diversi anni di assidua frequentazione televisiva come stupirsi se ne fanno propri gli schemi relazionali ? Ogni anno scolastico, quando mi presento agli studenti, mi impegno con tutto il gruppo classe a traghettarlo nell'anno successivo o verso un esame di Stato di successo. In cambio chiedo impegno e studio ma anche collaborazione di tutta la squadra verso un obiettivo comune.
Faccio l'esempio della camminata in montagna ove il gruppo con più probabilità di successo è quello che mette in testa alla fila il camminatore più debole e cerco di impegnare gli studenti alla collaborazione e all'aiuto reciproco. Anche per questo il bullismo e gli schemi comportamentali dei reality televisivi sono miei nemici.
 Una ricerca scolastica interdisciplinare. Questa volta partendo da un film documentario.Il documentario del regista Davis Guggenheim: Una scomoda verità An Inconvenient Truth offre uno sguardo appassionato sulla lezione multimediale dell'ex Vice Presidente USA Al Gore e ci mette con chiarezza di fronte alle problematiche legate alla necessità di fermare avanzata del riscaldamento globale (Global Warming) smascherando i miti e i fraintendimenti che la circondano." Il diossido di carbonio ed altri gas riscaldano la superficie del pianeta naturalmente trattenendo il calore solare nell'atmosfera. Questa e' una buona cosa perchè rende il nostro pianeta abitabile. Purtroppo però, bruciando combustibili fossili come carbone, gas e petrolio e distruggendo le foreste abbiamo incrementato drammaticamente la quantità di diossido di carbonio nell'atmosfera terrestre e le temperature stanno salendo.
La maggioranza degli scienziati concorda sul reale riscaldamento del globo, è già successo ed è il risultato delle nostre attività e non un fatto naturale. La prova e' schiacciante e innegabile. Stiamo gia' vedendo i cambiamenti. I ghiacciai si stanno sciogliendo, le piante e gli animali sono forzati nei propri habitat e il numero di uragani e siccità sta aumentando. (Al Gore)".
Questo è il tema, affrontato con chiarezza e in modo coinvolgente anche per i nostri studenti, benche' il documentario sia in parte localizzato per il pubblico statunitense.
Il film è anche l'occasione per affrontare il tema della necessaria riconversione del nostro approccio all'uso dell'energia per fare durare di più le esigue scorte di petrolio del nostro Pianeta. Se i consumi energetici continuassero ai ritmi odierni i figli dei nostri alunni avrebbero solo energia solare, energia eolica, energia idrica, l'etanolo e le piante secche. Nella migliore delle ipotesi il 60% in meno dell'energia a disposizione oggi.
Un breve filmato che riassume le tematiche del "Global Warming" è stato realizzato anche dalla fondazione di Leonardo di Caprio ed è visibile in rete seguendo questo link. Un link curioso che testimonia come anche le grandi società ritengano utile alla loro immagine la nuova cultura del recupero dell'energia meccanica prodotta in natura visibile in rete seguendo questo link.
Anche il mondo dello showbusiness si è accorto dell'interesse dei giovani per le tematiche dei mutamenti climatici e dell' energia pulita ed ha organizzato per il 7/7/07 " Live Earth " una manifestazione musicale mondiale che si svolgerà a New York Londra Johannesburg Rio de Janerio Shanghai Tokyo Amburgo e Istanbul.
Quando si affrontano temi che sono in grado di stimolare nel soggetto la ricerca in chiave di attualità pluridiscipinare, si attivano anche i circoli virtuosi della motivazione verso l'acquisizione delle competenze che costituiscono l'asse di ogni processo che voglia veramente innovare il nostro modo di insegnare e di apprendere.
 La nuova prescrizione del Garante della Privacy per i datori di lavoro privati e pubblici, emanata ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c) del CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI dl. 30 giugno 2003, n. 196 stabilisce che i datori di lavoro pubblici non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Nel caso delle scuole pubbliche spetta al dirigente definire le modalità d'uso di tali strumenti, tenendo conto dei diritti dei docenti e della disciplina in tema di relazioni sindacali. Gli ambiti principali investiti dalla prescrizione del Garante sono due: l'uso delle e-mail e la navigazione in Internet. L'uso delle e-mail dovrà essere regolamentato dai dirigenti secondo tre modalità principali nel rispetto delle disposizioni a tutela della privacy del docente e dei terzi: - la lettura e scrittura della posta elettronica personale del docente per i suoi indirizzi e-mail privati; - la lettura e scrittura della posta elettronica per il suoi indirizzi e-mail relativi alla posta ufficiale del Ministero dell'Istruzione o del sito della scuola; - la lettura e scrittura della posta elettronica con la quale il docente comunica con alunni e famiglie. La regolamentazione della navigazione in Internet da parte dei docenti presenta più difficoltà per tutta una serie di particolarità che debbono essere considerate in aggiunta a quanto stabilito dal Garante per la generalità dei datori di lavoro pubblici. Il dirigente scolastico, se si dovesse comportare come quello di un normale ente pubblico, dovrebbe innanzitutto predisporre idonee misure di sicurezza per assicurare la disponibilità e l'integrità di sistemi informativi e di dati, anche per prevenire utilizzi indebiti che possono essere fonte di responsabilità (artt. 15, 31 ss., 167 e 169 del Codice) e non potrebbe in ogni caso far eseguire la riproduzione e l'eventuale memorizzazione sistematica delle pagine web visualizzate dai dipendenti in servizio. Dovrebbe poi procedere all'individuazione di categorie di siti considerati correlati o non col lavoro dei dipendenti o far configurare sistemi o filtri che prevengano l'accesso a determinati siti e il tutto trattando i dati in forma anonima o tale da precludere l'immediata identificazione dei soggetti che accedono alla rete Internet e stendere infine il relativo disciplinare interno. Ma il dirigente scolastico ha a che fare con una scuola e quindi il suo compito è solo quello di assicurare la gestione unitaria dell'Istituzione scolastica e la direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse, e non ha a che fare con la sindacabilità dei contenuti e lo specifico del contenuto del lavoro docente. Per questo, risulta immediata la necessità di adattare la prescrizione del Garante alla particolarità di un agenzia educativa pubblica in quanto la scuola è una formazione sociale nella quale va assicurata la tutela dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati garantendo che, in una cornice di reciproci diritti e doveri, sia assicurata l'esplicazione della personalità dei docenti e degli studenti con una ragionevole protezione della sfera di riservatezza nelle relazioni personali e professionali (artt. 2 e 41, secondo comma, Cost.; art. 2087 cod. civ.; cfr. altresì l'art. 2, comma 5, Codice dell'amministrazione digitale d.lg. 7 marzo 2005, n. 82), e di regola la libertà di insegnamento (art. 33, Cost.) preclude radicalmente la possibilità per il dirigente scolastico di individuare o escludere siti Web alla navigazione da parte dei professori. Così come, entro gli obiettivi definiti dalle leggi e dal POF, è libera per i docenti la scelta dei libri di testo o dei materiali didattici da impiegare in classe così è in generale libera la scelta dei siti Web da far consultare ed in generale utilizzare dagli studenti. La funzione docente, fondata sulla libertà di insegnamento, intesa come libertà della funzione a tutela di un inderogabile interesse pubblico non tollera invadenze nei confronti della ricerca e nell'analisi dei materiali mediatici sia che essi siano reperiti in libreria, in biblioteca o con ricerche in Internet. La tematica è resa ancora più complessa dalla considerazione della navigazione e delle ricerche in Internet da parte degli studenti. Visitare un sito a scuola da parte dei soggetti minorenni equivale alla consultazione di materiali didattici o fotocopie messe a disposizione dall'insegnante. Formalmente non è lo studente che visita il sito ma è il professore che guida il mouse dello studente sulle pagine Web e ne è responsabile.
Per questa ragione quando il dirigente volesse registrare in modo generalizzato la navigazione Internet degli studenti in realtà effettuerebbe una illecita registrazione delle attività dei docenti. Le soluzioni alla regolamentazione della navigazione in Internet da parte dei docenti e di conseguenza degli alunni, tenuto conto della particolarità del sistema scolastico pubblico, v anno discusse all'interno del Collegio Docenti e rapidamente implementate secondo le indicazioni del Garante e le specifiche caratteristiche della funzione docente. Un' ultima considerazione circa la funzione che svolge un motore di ricerca chiuso come EDUCITY.IT come parte delle possibili soluzioni. Nell'ambito della libertà di scelta dei docenti che partecipano alla selezione dei contenuti, EDUCITY.IT consente a professori e studenti di fare ricerche in Internet in uno spazio sicuro e referenziato. Si può usarlo o meno senza limiti di accesso o configurazioni particolari in ogni scuola italiana, è già filtrato, è in costante crescita e gli aggiornamenti sono subito disponibili per tutti.
 L'autonomia di cui godono oggi le scuole pubbliche consente di ipotizzare contratti tra le scuole e gli inserzionisti per la vendita di spazi pubblicitari all'interno degli istituti. Nel 2006 la pubblicità all'interno degli spazi scolastici è stata oggetto di proposte e relative critiche a Genova e nella Regione Veneto. I dirigenti scolastici che si sono mossi in questa direzione rilevano l'utilità per le casse scolastiche di entrate periodiche a fronte di pubblicità. Le reazioni di genitori ed alunni non si sono comunque fatte attendere e per lo più è prevalso un senso di indignazione. Comunque il dibattito è aperto e questo è quello che conta. Ben diverso è il problema della pubblicità a scuola quando non è gestita o peggio viene fatta sotto gli occhi di dirigenti e professori senza che la scuola abbia stipulato alcun contratto in merito. Due situazioni in particolare. La prima riguarda gli innumerevoli distributori di bevande e merendine collocati nelle scuole della penisola su cui compaiono a tutta parete o in modo più mascherato i loghi pubblicitari delle bibite, degli snack o altro. Quale è il valore che l'inserzionista pubblicitario riceve gratuitamente dalla scuola dato che i suddetti distributori trasformati di fatto in cartelloni pubblicitari sono solitamente collocati proprio nei luoghi ove stazionano negli intervalli centinaia di studenti? Target mirato, consumatori giovani che spenderanno ancora per moltissimi anni, ambiente senza altra pubblicità concorrente... Quale responsabilità per i dirigenti che non fanno rimuovere o in alternativa non contrattualizzano tali pubblicità ? La seconda situazione riguarda la navigazione in Internet degli studenti. Sappiamo tutti come i siti Web stiano diventando ogni giorno sempre più gli strumenti migliori per le campagne pubblicitarie e, nel mondo futuro dei nostri allievi, pare saranno "il" luogo per eccellenza della pubblicità. Quando uno studente visita un sito, e il discorso intendiamoci vale anche per molti siti sicuri e seri selezionati per le pagine di Educity, riceve decine e decine di messaggi pubblicitari. Quando lo fa a scuola è la scuola o meglio il professore che formalmente gli presenta i contenuti di pagina e quindi anche la pubblicità, non la rete Internet badate bene. Visitare un sito a scuola equivale alla consultazione di materiali didattici o fotocopie messe a disposizione dall'insegnante. Rientra, sia detto per inciso, nella sua autonomia didattica non sindacabile dai Dirigenti e per converso nella sua responsabilità. Se la pubblicita' compare su riviste, fotocopie o giornali usati in classe dall'insegnante, la sua presenza è marginale direi quasi casuale. Sul Web è molto diverso: l'inserzionista pubblicitario in Internet spesso sa che la pagina Web è chiesta da un indirizzo corrispondente ad una scuola ed invia pubblicità specifica per i nostri alunni, fa preparare pagine per studenti con pubblicità mirata e inserita nel contesto di pagina in modo tale da non poter essere ignorata, è lui che spesso paga i creatori dei contenuti per arrivare ai giovani consumatori di oggi e domani. La pubblicità dedicata agli studenti, sui siti che si consultano all'interno delle scuole, è un problema di cui cominciare a tener conto. Nella scuola Pubblica non possiamo ignorare, sia nel caso dei distributori automatici come per la navigazione internet, i conflitti di interessi pubblici e privati sulla formazione dei futuri consumatori.
“I bambini, e soprattutto gli adolescenti, sono spesso un obiettivo difficile per gli inserzionisti”, constata Gary Ruskin, direttore di Commercial Alert. “Per questo, i venditori di prodotti vanno là dove si trovano i ragazzi, là dove sono costretti a stare: a scuola”
Usare un motore di ricerca per trovare informazioni utili è talvolta faticoso. Con EDUCITY diventa tutto più semplice e veloce. Grazie a Google, EDUCITY cerca solo in una biblioteca di siti (link) selezionati dagli insegnanti, esattamente come accade per i libri di testo. Incompetenza, eccessi pubblicitari, spazzatura, sono eliminati in partenza. Basta digitare le parole chiave e Google Co-Op cerca le corrispondenze all'interno della selezione. E' uno straordinario passo avanti, in un settore nel quale fino a ieri eravamo impotenti o quasi. Naturalmente i siti monitorati da EDUCITY sono in continuo aggiornamento. Eventuali mancanze saranno perciò risolte nel tempo anche grazie alla collaborazione del Team di Educity. Sulla prima pagina c'è un link per segnalare siti utili EDUCITY è lo strumento di lavoro ideale per studenti e insegnanti. Gli studenti hanno finalmente un vasto portafoglio di siti sicuri da sfruttare per le loro ricerche, mentre gli insegnanti possono indirizzarli con facilita all'interno di questo universo ed hanno finalmente la possibilità di consigliare, senza sorprese, un sito di ricerche in Internet per i compiti a casa. Tutto il resto rimane fuori. Che cosa ne pensi? In questo blog puoi commentare, suggerire, criticare. Grazie per l'attenzione.
“Siamo sommersi dall’informazione, ma siamo affamati di conoscenza” (Naisbitt)
(estratto da un articolo di Corrado Petrucco. Professore presso Scienze della Formazione, Università di Padova.) Leggi per intero
Più passa il tempo, più cresce la mole di informazione disponibile in Internet tanto che ci si prefigura una crisi generalizzata dal nome molto significativo di information overload. Questa sindrome può avere effetti non solo di tipo cognitivo ma anche prettamente fisico: stati d’ansia e stress. Neanche i bambini e i ragazzi, che sono comunemente considerati psicologicamente molto più ricettivi degli adulti alle nuove applicazioni della tecnologia, ne sono immuni, anzi, più sono piccoli più l’impatto con il flusso informativo delle nuove tecnologie genera disagio e frustrazione. Da una recente indagine italiana risulta che l’attività più frequente che i docenti svolgono assieme agli studenti quando utilizzano Internet a scuola sia proprio la ricerca di informazioni, mentre da un monitoraggio effettuato nel 2000 sui docenti del Progetto 1B viene riportato che la ricerca di materiali in Internet è fra le preferite (45% del tempo). Ma nonostante un generale riconoscimento dell’importanza di questi temi, (molti piani di offerta formativa, POF, di vari istituti scolastici cominciano ad includere azioni educative in questo senso) sorprendentemente ci sono stati sinora pochissime ricerche e studi specifici a livello nazionale ed internazionale, sulle abilità di ricerca dell’informazione in Internet, soprattutto per quanto riguarda gli studenti più giovani. Da questi studi preliminari sembra necessario già nella prime classi della scuola, aiutare a costruire quelle abilità di ricerca in rete che permetteranno agli studenti di selezionare informazioni e di strutturarle in aggregati significativi di conoscenza, ampliando in questo senso una visione costruttivistica, che vede gli studenti proprio come soggetti attivi nella creazione e la condivisione di nuova conoscenza. Gli anglosassoni hanno da tempo coniato un termine per definire quell’insieme di abilità richieste dall’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione: l’information literacy. Sono in sostanza quelle capacità che permettono di riconoscere quando è necessaria una certa informazione e che mettono in grado la persona di sapere dove e come cercarla, di valutarla e di utilizzarla efficacemente... Sempre Corrado Petrucco in materia di Ricerche in Internet.
La Gazzetta di Parma - 1/12/2006
Quanta verità in quelle bugie Il vero, il falso e il finto nelle osservazioni di Carlo Ginzburg, in libreria con il saggio "Il filo e le tracce" di Carlo Baja Guarienti
"Non è sufficiente dimostrare la falsità di un documento per fermare le sue conseguenze nella realtà" Vero, falso, finto. Su questa triade, che è anche il sottotitolo del libro, riflette Carlo Ginzburg nel suo più recente lavoro, "Il filo e le tracce", edito da Feltrinelli. Tre concetti che possono sembrare a prima vista evidenti nel loro significato, immuni dal bisogno di una riflessione in quanto assiomi della ricerca storica; ma spesso è proprio il linguaggio, codice all'apparenza semplice e univoco, a nascondere le insidie maggiori.
Nei saggi raccolti in questo volume l'autore continua un discorso da lui già affrontato in precedenza, una tematica talvolta perseguita come obiettivo esplicito e talvolta leggibile nella filigrana delle pagine dedicate ad altri temi: l'esame del rapporto fra il significato evidente di un documento e i suoi molteplici significati nascosti, ovvero la possibilità di ricavare da un testo ciò che esso non vorrebbe rivelarci. Già Marc Bloch aveva teorizzato questa "grande rivincita dell'intelligenza sul mero dato di fatto ": la capacità dello storico di ingannare per così dire un documento traendone tutta una gamma di informazioni non previste dall'autore. Autore che finisce così per dire di sé, del suo tempo, del suo mondo molto più di quanto non dica dell'oggetto da lui stesso preso ad argomento. Incontriamo Carlo Ginzburg nella sua casa di Bologna Nei saggi raccolti in questo libro, accanto a fatti e personaggi appartenenti al Rinascimento o a epoche precedenti, traspare spesso l'ombra di eventi del Novecento: lo studio di un lontano passato gli chiediamo può davvero aiutarci ad interpretare il nostro tempo? "è impossibile non tenere conto del Novecento nel momento in cui ci rivolgiamo al passato per interrogarlo: riprendendo Croce, si può dire che ogni storia è storia contemporanea. Però non dobbiamo aspettarci che il passato parli il nostro stesso linguaggio: in ciò che riusciamo ad ottenere interrogando la storia difficilmente troveremo risposte consone fino in fondo alle nostre domande sul presente.
Alcuni storici sono più ottimisti sulle opportunità che lo studio di questa disciplina ci offre, ma io credo che ci sia un limite: certamente la conoscenza del passato ci fornisce qualcosa di importante come un punto di vista diverso, una prospettiva, ma è rischioso applicare le risposte di questo passato al futuro" Questo inizio di secolo è un'era di guerre e di sovrapproduzione di documenti: come potranno gli storici del futuro raccontare il nostro presente? "Certamente una sovrabbondanza di documentazione espone lo storico al rischio della superficialità nell'indagine: là dove gli storici dell'antichità hanno dovuto sviluppare complessi strumenti ermeneutici per ricavare il massimo da un corpus limitato di fonti, gli storici della contemporaneità potrebbero scontrarsi oltre che con la mancanza di distanza psicologica dall'oggetto dei loro studi con il problema dell'eccesso di testimonianze. Ma le domande dello storico sono sempre più delle risposte, per cui anche una documentazione abbondante non sarà mai in grado di rispondere a tutti i quesiti possibili. Va aggiunto che oggi gli storici dispongono di strumenti (basti pensare a Google) adatti a raccogliere e catalogare le fonti; ma quando si tratta di interrogarle internet non serve. Del resto non è un problema nuovo: anche per gli eventi del passato, rispetto ai quali è impossibile padroneggiare ogni particolare e ogni aspetto, è necessario formulare domande che circoscrivano il campo dell'indagine e mettano a fuoco le tracce da seguire".
E per quanto riguarda la possibilità che in questa massa di documenti qualcuno sia volutamente ingannevole? "Una tecnica per ovviare a questo inconveniente è quella usata da Arsenio Frugoni nella ricostruzione della vicenda di Arnaldo da Brescia. In questo caso le diverse fonti danno diverse immagini del personaggio, ma Frugoni ha scartato l'idea di integrare meccanicamente fra loro le voci: è più importante collegare i ritratti di Arnaldo tenendo in primo piano il filtro adottato dalle fonti nel restituire un punto di vista. La pars destruens di questo metodo si oppone alla tradizione positivista di utilizzo delle fonti in un'ottica neutra". Stendhal scrisse: "Credo che la verità, nelle piccole cose come nelle grandi, sia quasi irraggiungibile".
Qual è il compito dello storico? Si può sperare di raggiungere qualche verità, oppure è inevitabile cedere allo scetticismo relativista? "Stendhal rivolge questa domanda a se stesso e in qualche modo si risponde con "Il rosso e il nero", risposta complessa e a suo modo ironica: una cronaca romanzata, una verità nella finzione.
Io ho cercato di esaminare la trasparenza illusoria di questi tre termini vero, falso, finto per dimostrare che è possibile rintracciare una parte di verità anche nel falso; questo non significa affatto affermare una continuità senza interruzioni fra vero e falso, ma il possibile valore del falso e del finto nella ricerca del vero.
La verità è irraggiungibile? Meglio dire che la verità non è mai definitiva, è sempre revocabile: le affermazioni dello storico sono vere fino a prova contraria. Inoltre bisogna considerare la forza che possono avere eventi non realmente accaduti: il falso può avere una potenza enorme e a volte - come nel caso dei "Protocolli dei Savi di Sion" non è sufficiente dimostrare la falsità di un documento per fermare le sue conseguenze nella realtà ".
Le pagine per i Professori e gli studenti...
Grazie in anticipo per i tuoi commenti e suggerimenti.
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07/09/2008 @ 23.07.48
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